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lunedì 23 luglio 2007

Forse è eccessiva

... riprendo la proposta fatta la Pietro Ichino su fancazzismo e lavoratori pubblici (come son io tengo a precisare) perchè è sempre pericoloso ridurre gli spazi di dialogo in virtù di un eccessivo decisionismo dirigista... ma certo che alcuno idee non sarebbero male.

Perchè mi viene in mente ? Perchè pensare di lavorare i prossimi 30 anni così...

http://www.itnews.it/2006/0901163520266/impiegati-nullafacenti-intervista-al-giuslavorista-piero-ichino.html

Impiegati nullafacenti, intervista al giuslavorista Piero Ichino /
Prosegue il dibattito sul pubblico impiego avviato sul Corriere della Sera

"I dati riportati dal sociologo Renato Mannheimer sono impressionanti: due italiani su tre concordano sul fatto che, se si deve ridurre la spesa pubblica, è più giusto tagliare sui posti di lavoro totalmente improduttivi, piuttosto che sui lavoratori cinquantenni vicini alla pensione, ma che possono dare ancora molto, o piuttosto che rinunciare agli investimenti necessari allo sviluppo del paese. Allo stesso tempo tutti concordano sul punto che non è giusto tenere ai margini, in un regime di apartheid, centinaia di migliaia di giovani precari per mantenere il posto a chi si limita a timbrare il cartellino [..]

Esistono in molti comparti dell’amministrazione pubblica, per esempio nella scuola e nell’università, dei nuclei di valutazione che hanno acquisito le tecniche più moderne, [..] La logica deve essere quella delle autorità indipendenti, in cui deve essere rappresentato anche il sindacato. [..] Esso dovrà indicare le graduatorie di inefficienza in base allo scarso impegno del lavoratore. [..] Nel settore pubblico, invece, questa categoria ha preso piede: a giudicare dalle centinaia di interventi dei lettori del Corriere, abbiamo la conferma di una presenza rilevante di queste figure. [..] "I collaboratori coordinati e continuativi autonomi rappresentano il precariato dell’amministrazione pubblica. Nel momento in cui questi rapporti vengono reiterati a tempo indeterminato, si verifica un’ingiustizia colossale. [..]

lunedì 16 luglio 2007

Mi sfugge

... quale è il senso delle discussioni su pensioni e compagnia varia. Perchè da semplice cittadino capisco e PRETENDO tutelare i lavori usuranti da riforme pensionistiche che obbligherebbero a restare in ambienti obiettivamente poco sani... ma a generalizzare si rischia il ridicolo. E mente si discute se includere i professori nei lavori usuranti (!!) ci si dimentica di due cose. Che chi oggi ha trant'anni se va bene andrà in pensioni non a 58 anni ma a 70... e se va bene avrà il 60% del suo ultimo stipendio. Se poi si aggiunge che la riforma del TFR non interessa i lavoratori pubblici che si troveranno a dover vivere con pensioni sul livello delle attuali MINIME... mi viene da pensare da stanno perdendo qualche passaggio...

"Pagare tutti le tasse per favorire i contribuenti onesti. Per Draghi "la linea guida deve essere quella di far pagare le tasse a tutti quelli che le devono pagare per diminuire le aliquote di tutti i contribuenti onesti".

per draghi ... mica per marx ...

lunedì 28 maggio 2007

seppellito


Ma quando si perde in tutto il nord Italia con percentuali bulgare (tra il 60 e il 70%) si può ammettere di aver perso ? Sarebbe abbastanza logico di solito ... ma tant'è !

Ma riprendo ancora il precedente post perché per me è legato al risultato delle elezioni. Nicolais non parlava certo di "licenziare in tronco" il 40% dei dipendenti pubblici ma sollevava un problema oggettivo di efficienza. E vi assicuro che da dipendente pubblico mi lascia perplesso vedere "colleghi" che guadagnano il doppio di me giocando a tennis... tranquillamente tollerati da tutti. Sindacati compresi. L'italia è il paese dove si annidano ENORMI ingiustizie e PRIVILEGI.
Si sta sottovalutando una crisi di sistema che credo sia evidente. Salari e pensioni sono bassi, i contratti si precarizzano sempre di più e i servizi pubblici sono ogni giorno più privatizzati (a discapito di costi e proprietà strategico intellettuale delle amministrazioni). Negli anni '90 si era iniziato un processo di rinnovamento con la privatizzazione del rapporto di lavoro degli statali, con l'intesa sul costo del lavoro (seppure controversa), ma oggi si rinvia all'infinito la discussione su produttività e merito. Credo che tutto ciò ritengo sia sbagliato, perchè gli stessi impiegati pubblici (almeno quelli sotto i 40 anni) sono STUFI di essere considerati dei fannulloni. Il sindacato, la politica (di sinistra per me) DEVE accettare il dialogo su efficienza e produttività.

Altrimenti è molto probabile che questi argomenti vengano affrontati dalle componenti più antisociali e anti sindacali ...

PS. a volte mi viene un dubbio... ma sarò ancora di sinistra ? Mah...

domenica 27 maggio 2007

Sono un dipendente pubblico...

... di sinistra (credo almeno) ma non posso che stare dalla parte di Ichino e Nicolais.

Perchè i primi ad essere stanchi (e preoccupati) di questo stato di cose sono prorpio i lavoratori pubblici che in fondo il loro dovere lo fanno, nonostante i tanti esempi negativi. Nonostante il tuo collega legga il giornale tutto il giorno e riceva lo stesso stipendio. Nonostante la ENORME incompetenza, nonostante il menefreghismo diffuso.

Il ministro della Funzione pubblica: è il momento di svecchiare
ANTONELLA RAMPINO (da LA STAMPA)

… Il problema è che l’informatizzazione deve comportare un cambiamento nel modo di lavorare degli statali. La pubblica amministrazione è come un aereo: prima era tutta di metallo. Poi piano piano abbiamo alleggerito il materiale del motore, la fusoliera, gli alettoni. Alla fine Boeing ha rivoluzionato tutto e non c’è più nessun riferimento con quel che conoscevamo prima. Nell’amministrazione statale lavoriamo per parti, ma alla fine della storia non potranno convivere la carta e il computer. Dovremo arrivare a pensare informatico, cambiare atteggiamento. Chiaro che servirà un downsizing: adesso il turn-over degli statali è bloccato, ma sei persone possono fare quello per cui oggi ce ne sono dieci. Il punto è che quei sei dovrebbero essere giovani: la tecnologia dell’informazione per loro è semplice, difficilissima per le persone di mezz’età. Chi parla non è Pietro Ichino, il professore che ha fustigato l’inefficienza e l’assenteismo degli statali, è il ministro della Funzione Pubblica. Un po’ professore alla Negroponte (Nicholas, per via della convinzione che «la tecnologia serve a combattere la disoccupazione»), un po’ giardiniere alla «Oltre il giardino», Luigi Nicolais guida un ministero che raccoglie in sé Funzione Pubblica e Innovazione (quel che facevano nel precedente governo Baccini più Stanca).

Intanto c’è da girare la boa del contratto degli statali. «Il Riformista» l’ha bacchettato: «Troppe gaffe», perché aveva anticipato «l’aumento medio per gli statali sarà di 101 euro». Nessun riferimento, per fortuna, a quel che più allarma i sindacati: «gli statali debbono cambiare modo di lavorare». Disturbato in un momento di relax trascorso a studiare nuovi innesti di peperoncino nel giardino di Ercolano, ridacchia sornione: «forse è vero, io sono un impolitico...»